Frida Neri: Viaggio nell’Alma

Alma è un complesso viaggio musicale che Frida Neri intraprende attraverso musiche di diversi luoghi, dal sud Italia, fino al Portogallo e la Grecia, ma è anche un viaggio interiore, introspettivo, in cui diversi incontri e differenti culture s’incrociano, si guardano, si abbracciano o si salutano. Il canto di Frida Neri coglie l’essenza di questo percorso, lo armonizza o lo polarizza, lo evidenzia o lo accenna, con profondo rispetto nei riguardi della Musica, che diviene spazio di incontro tra terra e cielo.

 Analiziamo ora tre brani contenuti nel cd:

Aida, inizia con una ritmica semplice, antica, leggermente percussiva suonata da una chitarra e accompagnata dalle note lunghe di una viola da gamba. La voce, ancestrale, si fa presente e desiderata, incede prendendosi il suo tempo, circolare, cadenzato, ma allo stesso tempo libera di volare sull’armonia e sul ritmo degli strumenti musicali. Questi aumentano con l’incedere delle strofe, dando tonalità differenti al brano: un colore di tramonto, per le corde della viola da gamba, un sentire etnico per gli strumenti tradizionali a fiato, una connotazione fisica per il ritmo delle percussioni e dei sonagli. Il canto si fa cammino attraverso questa “terra bagnata, lembo, pianura, passo d’altura solenne, schiena distesa, sirena senza memoria, onda di seta ombra e di movenze”, in cui la voce diviene mossa, quasi seguendo le anse dei fiumi, le asperità dei monti, le vallate e le pianure. È voce di terra e di acqua, di fuoco e di vento, tesa a passare oltre i confini, alla ricerca del viandante che è nell’anima: “così io saprò chi sei… così tu mi dirai chi sono”.

Hunc caelum hunc terra hunc mare procede da uno stile che ha assonanze con il gregoriano, ma la personalità di Frida lo rende proprio, lo riplasma e lo rilegge secondo la propria sensibilità e spiritualità. Il testo è una composizione che comprende due quartine appartenenti all’inno natalizio Christe redemptor gentium, la terza quartina appartiene all’ Audi, benigne Conditor, di San Gregorio Magno e la quarta al Veni Creator Spiritus. Il procedere è lento, su un arpeggio di chitarra semplice e calmo con la ultima nota lasciata vibrare fino all’entrata della voce, di cui si sente la presa di respiro tra un verso e l’altro, quello stesso respiro che verrà enfatizzato dal suono del duduk, strumento ad ancia della tradizione armena. Per ogni quartina la voce di Frida nei primi due versi ha un fraseggio simile ad un’onda che sale, aprendosi all’inizio della strofa e riversandosi morbida nella seconda parte, mentre, nel terzo e quarto verso, la voce sostiene il testo in tutta il suo potere evocativo. La preghiera viene poco a poco arricchita dall’intervento dell’oud e del salterio che, con la peculiarità delle corde doppie, aiutano a creare un clima antico e mistico, quasi venisse cantato in un antico monastero ortodosso.  La voce di Frida termina su una nota lunga, prolungata dal suono del duduk, che si va spegnendo anch’esso, come un prolungamento del respiro della cantante. È un brano che riprende il respiro sacro, ruah, che aleggia sulla caos primordiale, prima della creazione, è uno soffio che pervade tutto il brano, portato da Frida e dal suono del duduk, e  cheaccommpagna la parola creatrice di lode e di benedizione.

Parapono ci conduce in terra greca, arida, bianca, le pietre bianche delle case dei pescatori o della monumentale acropoli. Su testo della poetessa greca Lina Nikolakopoulou e musica del musicista armeno-americano Ara Dinkjian, Frida canta con struggente pathos questo brano che possiede le armonie e cadenze tipicamente greche. È canto di solitudine, per chitarra e voce, inizialmente: “Varia vrachiolia i lipes
pos m’ agapas den ipes / To ho parapono mana mu, stoma mu /  chi as pethane to soma mu
” (Bracciali pesanti, i dolori / Non hai detto che mi ami./ Ho del rancore, madre; nella mia bocca /nonostante il mio corpo sia morto). Il canto sembra incedere a fatica, pervaso dalla lontananza dell’amore e viene accompagnato, forse sorretto, dai suoni appena accennati dell’oud e del ronroco e dalla gaita, mentre il suono proveniente dagli armonici si tramuta in piccole luci che si aprono nell’oscurità. La tensione aumenta nelle strofe: Psila vuna ki esis ton astron thories. / Potamia ahna elatia, dafnes mirties. (Alte montagne e cieli di stelle / Fiumi, abeti, allori, mirti), che se pur ricordano la lirica di Alcmane per la descrizione rupestre, qui per la densità drammatica della musica con cui vengono cantate e per il gioco dei bassi gravi, sono un implorazione affinchè questo grido d’amore possa essere ascoltato. Questo lamento prende la forza di diventare danza, cambiando colore, il rosso del cuore: “Tin cardia mu oh fotiamu opios di / na tis pi nay rthi koda mu min arghi (Il mio cuore, il mio fuoco, chiunque la veda / le dica di venire da me, di non tardare). Le percussioni e la viola da gamba conducono avanti il brano, lo innalzano, come se questo lamento dovesse essere portato fino al cielo, a quell’usignolo menzionato nell’ultima strofa e che viene rappresentato con il finale del suono di una gaita.

Abbiamo proposto tre analisi di brani che permettono di comprendere come Alma sia un lavoro di grande maturità artistica di Frida Neri, grazie anche all’apporto di Massimo Zamboni e del Poeta Loris Ferri che firma alcune liriche contenute nel cd. La copertina ritrae “Il cavaliere d’argento”, opera di Gesine Arps, che evidenzia come il senso della musica per Frida arrivi da molto lontano, come la figura del cavaliere, mentre una frase desunta dai rotoli di Qumran, nel Mar Morto, mostra come il cammino sia anche, e soprattutto, interiore:  “Se porterai al di fuori ciò che è dentro di te, ciò che porterai fuori ti salverà. Se non porterai fuori ciò che è in te, ciò che non porterai fuori ti distruggerà”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...