Lucia Miller tra i “Lampi sulla pianura”

Esordio di classe per Lucia Miller con l’album “Lampi sulla pianura”, scritto interamente da una tra le penne più alte e incisive della canzone italiana, Massimo Bubola, con una perla finale di Andrea Parodi intitolata “I rododendri della sera”. A creare il tappeto sonoro, oltre allo stesso Massimo Bubola alle chitarre, all’armonica e alle seconde voci, troviamo Maria Alberti ai cori, Enrico Mantovani ai pizzichi etnici, folk e blues, Thomas Sinigaglia al piano, hammond, fisarmonica, Mauro Ottolini, proveniente dal mondo del jazz, ai fiati, Alessandro Formenti al basso e Virginio Bellingardo alla batteria e alle percussioni. 

I ritmi sono subito incalzanti e popolari, con la canzone “Se non ora, quando”, che inizia con la voce cristallina di Lucia Miller, quasi a mostrare immediatamente chi è il capitano di questa imbarcazione che si appresta a solcare mari profondi. Le armonie musicali che creano i musicisti riportano al folk di un tempo, con il suono delle chitarre acustiche dalla forte ritmica, le sonorità del bajo e della fisarmonica che portano fuori dalla città, dalle industrie, dalle innovazioni tecnologiche. Ma il suono non è anacronistico, diviene attuale, per il modo di cantare queste storie che, per i sentimenti e le domande che portano, appartengono ancora all’essere umano. Già da questa canzone si apre, infatti, uno squarcio narrativo che attraverserà tutte le canzoni: le parole sono quelle proprie delle storie ancestrali, concrete e simboliche, capaci di fare da ponte tra la il tempo passato e il proprio pensiero, tra l’amore e il dolore, tra il ballo e la preghiera. Il titolo “Se non ora, quando”, rievocando il romanzo omonimo di Primo Levi, che rimane come eco nella scrittura del testo, è anche un inno alla vita, ai desideri più profondi da riportare oltre il dolore dell’esistenza : Hai bisogno di stanze forti d’ombre e di richiami / con limoni sulla porta e sentinelle di geranei / di dare aria ai desideri come a un abito da sposa / di dormire a pugni chiusi come un angelo o una rosa. Ermetico e sublime il testo riaffiora sulle labbra di Lucia Miller che lo porta nel vento con dolcezza e quasi timore.

“Dolce patria”, con una traduzione sul libretto anche in lingua greca, è canto di nostalgia, di attesa, di sguardo all’orizzonte per vedere miraggi di ritorno a Itaca: Saranno donne sopra le rive ad aspettare / In quelle case addormentate dalle cicale. Il canto di Lucia Miller si fa pacato, dolce come una ninna nanna tra le onde del mare, mentre la musica è una ballata che porta avanti il ritmo, che esprime quella attesa per poter di nuovo ballare e danzare tra le rive del mare. Il ritornello, infatti sfocia nel coro, Hellas, Hellas, o Dolce Patria mia! / Hellas, Hellas, eterna nostalgia! / Hellas, Hellas, dove gli dei li puoi incontrare / Oh dolce patria, mia dolce terra, mio solo amore. La patria è sostantivo plurale, perchè cantato a più voci, uomini e donne, insieme, all’unisono; è terra e sangue, amore inciso nel cuore, come mostra la strofa finale: Poi balleremo spalle su spalle, mani su mani / bevendo ouzo, bevendo vino dalle fontane / in grandi cerchi ci abbracceremo uomini e spose / in queste piazze bianche di calce, rosse di rose. Una canzone indispensabile da cantare e da ricordare in questi tempi in cui troppo facilmente si giudica coloro che migrano abbandonando la propria patria, la propria famiglia, le proprie radici…

L’album “Lampi sulla pianura” è anche, e soprattutto, un viaggio al femminile in quanto molte delle canzoni sono ispirate a personaggi quali Anita Garibaldi, Anna Maria Ribeiro da Silva, prima moglie di Giuseppe Garibaldi, Margherita Kaiser Parodi Orlando, “crocerossina presso la Terza armata sul fronte orientale durante la Prima guerra mondiale. Morta il primo dicembre del 1918 di febbre spagnola poco dopo la fine della guerra. Unica donna sepolta nel Sacrario militare di Redipuglia”. Il brano “Annie, Hannah” è dedicata ad Anna Frank, con quel ritornello potente e struggente “E allora scrivimi Annie, Annie, Hannah / da dove hai smesso scrivimi Annie, Annie, Hannah / da quell’agosto scrivimi / da dove tu sei”. 

“Lampi sulla pianura” di Lucia Miller è un album colto, passionale, ricco di storia e cultura, in cui la musica popolare mostra di saper intercettare non solo il cuore e i sentimenti ma anche le domande proprie dell’essere umano, quali le attese, il sacrificio, le scelte vitali, il senso più profondo della propria vita. La voce di Lucia Miller porta in alto queste canzoni, con semplicità e radicalità, comprendendo che sono storie che vanno ascoltate e contemplate, non diversamente da quando, attorno ad un fuoco di campagna, si raccontavano storie che avevano il sapore della vita ed erano messaggere di speranza e di sapienza.


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